I tentativi di rianimazione nella casa affittata su Airbnb: il fratello del fidanzato di Hayden Panettiere rivela nuovi dettagli sugli ultimi momenti dell’attrice prima della morte – Gossip.it

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  • Zach Hickerson, fratello di Brian Hickerson, era presente nell’abitazione dove è morta Hayden
  • L’attrice americana, di origini italiane, è deceduta la scorsa domenica, 16 agosto, a soli 36 anni
  • Non c’è ancora una causa ufficiale del decesso, ma ora emergono nuovi dettagli su cos’è accaduto
  • Zach ha raccontato dei tentativi di rianimazione nella proprietà affittata su Airbnb, e dell’arrivo dei soccorsi

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A pochi giorni dalla morte di Hayden Panettiere – avvenuta la scorsa domenica 16 agosto all’età di soli 36 anni – arrivano nuove informazioni sulle ore precedenti al decesso dell’attrice. A raccontarle è Zach Hickerson, fratello di Brian Hickerson – fidanzato “tira e molla” di Hayden – che ha parlato con TMZ di quanto accaduto nell’abitazione di Greenville, in South Carolina.

Zach ha innanzitutto invitato a non trarre conclusioni premature sulla vicenda. “Ci sono molte supposizioni, speculazioni e accuse che stanno circolando attualmente”, ha dichiarato, sottolineando che saranno le autorità, al termine degli accertamenti, a chiarire quanto accaduto.

“La verità verrà fuori quando le autorità completeranno e renderanno pubblici ulteriori dettagli dell’indagine. E questo è importante perché le persone che hanno amato e adorato Hayden meritano la verità”, ha aggiunto.

Secondo il racconto di Zach, la casa in cui l’attrice è stata trovata priva di sensi era un’abitazione presa in affitto tramite Airbnb. La mattina del 16 agosto, dopo essere andato in chiesa, avrebbe provato a contattare Hayden e Brian senza ricevere risposta.

Pensando che i due potessero essersi semplicemente riaddormentati, Zach si sarebbe quindi recato nell’abitazione. Dopo aver bussato alla porta, avrebbe svegliato Brian, che stava dormendo sul divano letto insieme a Hayden.

Quando i due hanno cercato di svegliare l’attrice, si sono accorti che non rispondeva. “Ho chiamato immediatamente il 911 e Brian le ha dato il Narcan, ha raccontato Zach.

Il farmaco, il Narcan, viene utilizzato per contrastare rapidamente gli effetti di un’emergenza potenzialmente letale legata agli oppioidi. Secondo il suo racconto, dopo la somministrazione Zach e Brian avrebbero iniziato insieme le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dei soccorritori.

“Abbiamo poi eseguito insieme la rianimazione cardiopolmonare mentre il 911 era in vivavoce, fino all’arrivo dei vigili del fuoco e dei soccorritori”, ha spiegato. “Abbiamo assistito a tutti i tentativi che hanno fatto per salvarle la vita”.

Zach ha anche parlato del dolore per la scomparsa dell’attrice, definendola “una perdita tragica e traumatica”. “Hayden era una delle mie amiche più care e più vicine, che amavo e a cui volevo bene da otto anni”, ha detto.

Nel frattempo, un rapporto della polizia aggiunge altri dettagli alla ricostruzione. Agli agenti arrivati sul posto, Brian avrebbe mostrato una “borsa di medicinali” che Hayden stava assumendo. L’agente intervenuto ha inoltre descritto Zach come “molto emotivo”, mentre Brian sarebbe apparso visibilmente scosso soprattutto dopo che l’attrice è stata dichiarata morta.

Restano però ancora da chiarire le circostanze e la causa del decesso. Le autorità hanno già comunicato che l’autopsia non ha evidenziato traumi che possano aver contribuito alla morte, mentre gli ulteriori accertamenti sono ancora in corso.

La vicenda riporta inevitabilmente l’attenzione anche sul difficile periodo vissuto da Panettiere negli anni passati. L’attrice aveva infatti raccontato pubblicamente le proprie difficoltà con l’alcol e gli oppioidi, mentre la relazione con Brian Hickerson era stata segnata da una storia complessa e da precedenti arresti dell’uomo per accuse legate a violenza domestica.

Per questo Zach ha chiesto di evitare ulteriori speculazioni: “Per rispetto nei confronti delle persone che le volevano bene, le speculazioni e il sensazionalismo sulla sua morte devono finire finché i fatti non potranno essere resi noti dall’indagine”.

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