- “Io sono figlio di mio padre. Lui non mi ha donato la sua voce, ma mi ha donato i pochi capelli”, ironizza a La Volta Buona
- Il 46enne prima di ricorrere alla protesi, le ha provate tutte: la membrana sottile e traspirante lo soddisfa
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Francesco Facchinetti non ne ha mai fatto un mistero: destinato alla calvizie, ha trovato il suo rimedio ideale. In tv svela perché alla fine ha detto di sì alla patch cutanea che ormai porta da anni. Ha reso pubblica la sua protesi che gli regala un aspetto da ‘capellone’ nel 2019. “Un male incredibile”, confessa a La Volta Buona parlando del trapianto. Prima ha provato di tutto, anche quello…
Il figlio di Roby Facchinetti con Caterina Balivo ironizza: “Io sono figlio di mio padre. Lui non mi ha donato la sua voce, ma mi ha donato i pochi capelli”. “Ho iniziato con le fiale, che ‘aiutano la naturale ricrescita dei capelli’. Ma se i capelli non crescono, non cambia nulla, no?“, racconta il 46enne.
Il conduttore e talent scout ha pure usato “polverine magiche” per far ricrescere la sua chioma. Senza risultati. Costretto, ha finalmente optato per il trapianto: “Sono andato in Grecia. Ho provato un male incredibile: ti prendono un capello alla volta e fa malissimo. Poi, dopo il trapianto, prima di ricrescere, i capelli cadono”.
Francesco non era soddisfatto e così si è scontrato questa specie di “seconda pelle” artificiale: una membrana trasparente e sottilissima che riproduce alla perfezione il cuoio capelluto, su cui vengono inseriti a mano capelli veri al 100%. La patch cutanea viene letteralmente incollata alla testa usando colle o biadesivi medicali super resistenti e anallergici. “Ho incontrato la patch cutanea, una membrana con decine di migliaia di capelli. A me piace così. Mi fa i capelli di Enzo Paolo Turchi. Ma ho fatto una cosa naturale, il risultato mi piace”, conclude Facchinetti.

