“A un certo punto ho deciso”: Silvia Salis svela perché ha deciso di avere un figlio da Fausto Brizzi con la fecondazione assistita – Gossip.it

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  • La 41enne, ex campionessa di lancio del martello e sindaca di Genova, ne parla per la prima volta nel suo libro, E’ già domani
  • A Sette racconta il percorso con il regista 57enne, già padre di Penelope Nina, 10 anni, che ha portato alla nascita di Eugenio il 5 ottobre 2023

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Silvia Salis, ex campionessa di lancio del martello e sindaca di Genova, a Sette, che la mette in copertina, svela perché ha deciso di avere un figlio da Fausto Brizzi con la fecondazione assistita. La 41enne ne parla per la prima volta nel suo libro, E’ già domani. All’inserto settimanale del Corriere della Sera racconta il percorso affrontato col regista 57enne, sposato il 14 novembre 2020, già padre di Penelope Nina, 10 anni, avuta dall’ex Claudia Zanella, che ha portato alla nascita di Eugenio il 5 ottobre 2023. “A un certo punto ho deciso”, svela la politica.

Silvia ha rivelato il suo ‘segreto’ perché “non deve esserci reticenza nel raccontare che una donna o un uomo possono avere problemi di fertilità”. Desidera aiutare, con la sua testimonianza, altri. “I primi mesi non succedeva niente. Poi, con mio marito, ho capito che se l’intimità di una coppia dipende soltanto dall’obiettivo di fare un figlio, il rapporto può prendere una piega sbagliata. E a un certo punto ho deciso: inizierò il percorso di fecondazione assistita”, racconta la Salis.

Quando le si domanda quale sia stata la parte più dura, la sindaca confida: “Fare in modo che le persone intorno a me non se ne accorgessero. Sapevo che la buona riuscita dipendeva anche dalla mia predisposizione fisica. Non volevo che un’eccessiva condivisione, se il primo tentativo non fosse andato bene, potesse mettermi in crisi per quelli successivi. Facevo punture sulla pancia e continuavo la mia vita. Prendevo chili. Ero la vice del Coni. Ma cercavo di tenere tutto per me”.

Il percorso ha un costo elevato e non tutti se lo possono permettere: “E’ l’amara verità. Costa tra i 7 e i 15 mila euro, se lo fai privatamente. C’è il servizio pubblico, ma i finanziamenti sono del tutto insufficienti rispetto ai bisogni. Noi potevamo permettercelo. Moltissime persone no. E questo non è giusto”.

Il suo bimbo ora ha tre anni. Silvia invita le giovani donne a pensare a una gravidanza per tempo: “Quando posso, parlo loro di social freezing. Non come un obbligo o un’ossessione, ma come una possibilità. Forse una vacanza in meno e un investimento in più sul proprio futuro. Sapere che esiste una strada, e poterla scegliere, cambia molto”.

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