- L’attrice 46enne lavora nel cinema e nella tv da quando è una bambina
- Cresciuta fra Trastevere e Monteverde Vecchio, a Roma, si è poi trasferita da adulta a Milano
- Ha sottolineato che si tratta di una “scelta strana”, visto che la Capitale è la “città del cinema”
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E’ uno dei volti più noti e amati del cinema italiano da decenni. Era solo una bambina quando ha debuttato sullo schermo. Cristiana Capotondi, 46 anni, ha poi scelto di trasferirsi a Milano.
Ha lasciato la sua Roma, la città più importante per il mondo del cinema in Italia, per il capoluogo meneghino. Quattro anni fa è diventata poi mamma di Anna, avuta con un ex compagno.
Raccontando come ha iniziato a lavorare davanti alle telecamere, ha spiegato al magazine “7” del Corriere della Sera: “Con le recite dei Boy Scout alla parrocchia di Santa Maria in Trastevere. Tra gli Anni 80 e 90 era nota per via della banda della Magliana. Ai tempi il parroco era Monsignor Vincenzo Paglia, oggi arcivescovo e presidente emerito della Pontificia accademia per la vita, una persona straordinaria, gli sono ancora molto legata e ha battezzato mia figlia Anna. Un giorno venne la Rai per raccontare le tante attività della chiesa e il regista della trasmissione disse: ‘Questa bambina deve fare l’attrice’. Fu una sensazione incredibile, mi sembrava di aver trovato improvvisamente un posto nel mondo. Ho iniziato a recitare a tredici anni”.
Gestire il successo da così piccoli non è una cosa semplice: “Credo di essermi lasciata indietro un bel po ‘ di pezzi di infanzia e di adolescenza”.
Cristiana, cresciuta fra i quartieri romani di Trastevere e il ricercatissimo Monteverde Vecchio, ha continuato: “Ho un forte senso del dovere e moltissimo rispetto del lavoro, questo mi ha precluso il disordine, la spensieratezza e forse un po’ anche la ribellione. Non ho mai bucato un appuntamento, mandato a rotoli un piano, distrutto e ricostruito… tutte cose che puoi permetterti di fare in gioventù. Sul set i bambini sono trattati con grande attenzione, ma se sbagliano, giustamente, vengono rimproverati”.
E ancora: “Quando mi succedeva capivo che non potevo reagire emotivamente perché, in quel contesto, non ero una ragazzina, ma una professionista, anche se rimanevo male dovevo mandare giù e ricacciare indietro le mie emozioni. Il lavoro mi ha dato tante opportunità, sono innamorata di quello che faccio, ma so di aver perso qualcosa per strada”.
Non ha mai pensato di smettere con la recitazione, però “dopo Notte prima degli esami, nel 2006, mi sono presa una lunga pausa e sono fuggita a Parigi un anno e mezzo per studiare il francese. Quel film fu un successo incredibile, ha intercettato il sentimento di nostalgia prima che diventasse di moda. Nessuno se lo aspettava: era l’opera prima di un regista sconosciuto, Fausto Brizzi, e invece in poche settimane arrivò a otto milioni di incassi”.
“Ricordo ancora il messaggio di Fausto: ‘Superati gli 8 milioni, si vola!’. Ci fu grande clamore e le cose cambiarono anche per me, ho avuto paura di perdere la connessione con la realtà”. Così decise di cambiare città e traslocare nel motore economico del Paese: “Tornata da Parigi mi sono trasferita a Milano, una scelta strana per una nata e cresciuta nella città del cinema, ma volevo proteggermi. Sono una ragazza della Vergine, penso sempre agli effetti a lungo termine delle mie azioni”.
Giovedì 16 luglio debutta in anteprima nell’ambito della Milanesiana, al Cinema Teatro Plinius di Bormio, “L’Attrice”. Protagonista proprio Cristiana Capotondi.

