“Sono stati sei anni di inferno”: Enzo Miccio racconta l’amore tossico vissuto con l’ex compagno francese che lo chiudeva fuori di casa – Gossip.it

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  • Il wedding planner più famoso d’Italia ha ripercorso una relazione “tossica” avuta qualche anno fa
  • Era legato ad un uomo francese che è poi venuto a mancare nel 2025, ci ha scritto un libro
  • Ha dettagliato alcuni episodi difficili vissuti, come quando volò a Parigi ma lui non gli aprì mai casa

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Enzo Miccio ha ripercorso l’amore tossico vissuto per sei anni – che lui ha definito “d’inferno” – insieme all’ex compagno (che il Corriere della Sera individua come un “noto chirurgo plastico francese”).

Il wedding planner più famoso d’Italia ha messo tutto nero su bianco nel libro “Quando l’amore non basta”.

In una nuova intervista rilasciata al Corsera racconta com’è nato il loro amore, durante una cena a Parigi. Enzo, 55 anni, però era fidanzato da 11 anni con Massimiliano. Poco dopo però la sua vita si è completamente rivoluzionata e ha intrapreso una relazione con il francese, che però oggi non c’è più (sempre secondo quanto riporta il Corriere della Sera è morto nel 2025 per una leucemia fulminante).

Miccio non cita mai il nome dell’ex compagno, per rispetto visto che è venuto a mancare.

Molte persone in quegli anni difficili lo hanno aiutato a partire dai suoi collaboratori che vedevano quanto fosse “sottosopra”. “Prendevo un aereo come fosse la metropolitana. Uscivo dal lavoro andavo a Linate e compravo un biglietto per Parigi. Non potevo stargli lontano, anche quando mi maltrattava, anche quando mi chiudeva fuori di casa.

La loro relazione era molto altalenante: “Magari c’erano momenti in cui stavamo bene e poi bastava uno sguardo, una parola, una cosa detta male o che secondo lui non andava detta, che non mi parlava più. Non mi rivolgeva più la parola. Era capace di non calcolarmi per ore, per giorni, per un weekend intero. Per motivi incomprensibili. Mi faceva diventare pazzo.

“Un’altra cosa che mi mandava fuori di testa era quando non mi rispondeva al telefono. Potevo farlo squillare quante volte volevo. Niente”, ha aggiunto.

C’è poi stato un episodio che lo ha portato a dire basta: “Sono stati sei anni di inferno. Ero sotto terra, davvero. C’è stata un’ennesima lite. Come sempre non mi rispondeva più e io allora sono salito su un aereo e sono andato a Parigi”.

Ha continuato: “Suonai il campanello e niente, faceva finta di non essere in casa. Ma io sapevo che lui c’era, i cani abbaiavano. Sono tornato altre due volte a bussare alla sua porta in quel fine settimana. È scattato qualcosa in me. Ero seduto in un caffè, disperato, e mi sono detto: ‘Adesso basta. Ti proteggi. Non vai da nessuna parte’. È stata l’ultima possibilità”.

E così è finita: “Gli ho ancora scritto, mandato messaggi… ma non sono mai tornato da lui”.

E’ stata dura: “Non è facile, quando si incontra la persona sbagliata e che non ti molla. Perché alla fine lui mi cercava sempre. Mi riprendeva, ci vedevamo, mi scriveva. C’era un accanimento. Dopo quell’ultima volta a Parigi non l’ho più cercato. Ha fatto lui qualche tentativo ma a quel punto mi ero un po’ fortificato e non ho mai ceduto.

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