- La ragazza, 27 anni, si è laureata in Giurisprudenza alla Luiss di Roma pochi giorni fa
- La tesi l’ha dedicata all’amatissimo papà, scomparso quando aveva solo 15 anni, nel 2015
- A condividere alcune immagini di un giorno così importante è stata la sorella Sara
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Sofia Daniele, figlia di Pino Daniele, si è laureata in Giurisprudenza e ha scelto di dedicare la tesi al padre, scomparso nel 2015 a causa di un infarto. Un traguardo importante che ha voluto legare alla memoria dell’amatissimo cantautore napoletano.
Nelle righe che aprono la tesi, Sofia ha scritto: “A mio papà, custode dei miei sogni, ispirazione di ogni mio traguardo e, per sempre, la mia più grande fortuna. Perché ‘la musica è una cosa seria’ e io, come mi hai insegnato, la custodirò con cura e amore”.
A raccontare questo momento è stata la sorella maggiore Sara, 30 anni, che ha condiviso su Instagram alcune immagini scattate alla Luiss di Roma dopo la cerimonia di laurea, mostrando anche le parole con cui Sofia ha aperto il suo lavoro. “Fiera di te”, ha scritto Sara nella didascalia del post, riferendosi ovviamente a sua sorella minore.
In una foto le due sorelle si abbracciano sorridenti. In un altro scatto Sofia appare in posa per l’obiettivo, indossa un completo marrone a righe, una camicia azzurra e una cravatta a righe. Ha una corona di alloro in testa, tiene in mano un bouquet di fiori e la sua tesi di laurea.
Sofia, nata nel 1999, aveva appena 15 anni quando ha dovuto affrontare la perdita del padre. Ora, a distanza di anni, nel giorno di un traguardo così significativo, il suo pensiero è inevitabilmente tornato a Pino.
La giovane è figlia di Pino Daniele e Fabiola Sciabbarrasi, che hanno avuto insieme anche Sara e Francesco, oggi 20 anni. In precedenza il cantautore era stato sposato con Dorina Giangrande, dalla quale ha avuto Alessandro e Cristina.
Recentemente Fabiola Sciabarrasi ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato di Pino, che aveva sposato nel 2004.
Quando gli è stato chiesto che uomo fosse, ha risposto: “Era un uomo crepuscolare, a tratti imploso nella sua solitudine. Non c’erano apparenti affinità tra noi, ma non saremmo potuti essere più compatibili di quello che siamo stati”.
“Era molto selettivo. Mi ripeteva: non ti fidare di nessuno. Probabilmente questa era una sua fragilità: il senso di abbandono che aveva vissuto da bimbo”, ha aggiunto.
Parlando dell’infanzia del grande cantautore, aveva continuato: “Pino è cresciuto con due zie (le chiamava così ma non erano parenti), i genitori non potevano accudirlo. Lo ha vissuto come uno strappo, soprattutto quando ne sono arrivati altri cinque di figli, e non come gesto d’amore da parte di una mamma e un padre, che non potendo sostenerlo, gli avevano comunque garantito una famiglia”.

