“Sembravo l’appestata”: Beatrice Arnera contro le ‘amiche’ scomparse quando si è separata da Andrea Pisani – Gossip.it

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  • L’attrice è stata col comico 39enne dal 2021 fino a inizio 2025: il 5 marzo 2024 i due hanno avuto la figlia Matilde
  • Ora la 31enne è la compagna di Raoul Bova, 55 anni: vivono una relazione appagante e felice dalla primavera del 2025

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Sfila sul red carpet della Festa di Roma con un look da ‘bambola dark’. Indossa un minidress black a balze in raso, lunghi guanti di seta neri, gioielli luminosi e ha un’acconciatura effetto bagnato e un trucco glam rock. Beatrice Arnera fa passerella per presentare “Un tranquillo funerale di famiglia”, film di Massimiliano Bruno dove recita. A Elle in una lunga intervista parla della pellicola, del lavoro, ma non solo. Punta il dito contro le ‘amiche’ scomparse quando si è separata da Andrea Pisani. “Sembravo l’appestata”, confessa.

L’attrice è stata col comico 39enne dal 2021 fino a inizio 2025: il 5 marzo 2024 i due hanno avuto la figlia Matilde. Ora la 31enne è la compagna di Raoul Bova, 55 anni: vivono una relazione appagante e felice dalla primavera del 2025. Quando le si ricorda che è stata vittima di pregiudizi patriarcali quando ti sei separata con una bimba piccola, replica:  “La cosa che mi ha scioccato, che ancora oggi, se ci penso, mi fa proprio sudare i palmi delle mani e mi mette in agitazione è che io ho percepito fisicamente un’entità, un’ondata di brutta roba che prima era solo dentro al dispositivo. E’ uscita ed è entrata nella mia vita, nelle cose che facevo”. 

“In pieno giorno, per strada, sono stata avvicinata da persone che non conoscevo, una signora mi ha detto: ‘Oh, io non so niente de ‘sta storia, fate come ve pare, però cercate de fa’ la madre per bene con ‘sta pupa’. Persone che non mi conoscono, che non sanno niente di me, si sono sentite in diritto di avvicinarmi nella realtà. Questa cosa è letteralmente uscita dal digitale ed è diventata vera, vicina al mio corpo. Ho pensato: così come lei può scegliere di darmi la sua opinione dal vivo senza sapere un caz*o della mia vita lo stesso può fare il tizio che mi scrive. ‘Hai il Passeggino rosso, ti ho visto uscire da via tal dei tali, vengo a menarti’. E se lo fa davvero?”, prosegue la Arnera. 

Beatrice confessa: “Per mesi non sono uscita di casa, ero terrorizzata. Chi segue questo tipo di gossip, ha deciso di farsi un’opinione su di me solo in base a una dichiarazione del mio ex compagno, che all’epoca era un uomo triste e molto ferito. Sono sicura che oggi non ridirebbe più certe cose. E tutti hanno deciso di interpretare i caz*i miei, le mie decisioni, di inventarsi una timeline tutta sballata e io mi vedevo raccontare, da fuori, cose che io non sapevo di me”.

Bea denunciato e si è fatta aiutare. Beatrice racconta: “Da un terapeuta, dalla mia famiglia, ho avuto vicino le persone che amo, sono state assolutamente fondamentali. Però credo sia necessario, veramente urgente, anzi siamo già molto in ritardo, fare in modo che si possa accedere ai social network solo tramite identificazione. Tu devi sapere che hai una responsabilità, esattamente come quando vai in macchina sai che, se tagli il rosso, puoi fare un frontale, allo stesso modo devi sapere che se, su Instagram o Facebook, scrivi cose gravi puoi essere sanzionato…”.

“Ci dimentichiamo troppo spesso che stiamo lasciando un’eredità digitale ai nostri figli. Io vorrei che tra vent’anni mia figlia potesse googlare e vedere che non ho mai parlato male di suo padre, che non ho mai cercato di fargli del male. E che mi sono difesa con la legge, perché ho avuto paura e non ho visto un altro modo per proteggere me e lei dalle cattiverie. Io li cancellerei i social ma non potendolo fare perché gli interessi economici sono troppo grossi, educhiamo i ragazzi. Su come gestirli, come non farsi ferire e su come non ferire. Io ho trent’anni e la possibilità di pagare degli avvocati e un terapeuta, ho intorno persone che mi vogliono bene, anche molto consapevoli, che si sono mosse con la velocità di un esercito, mi hanno fatto sentire amata e protetta. Ho avuto paura e ho veramente avuto brutti pensieri. Ma c’è chi non ha i mezzi e magari è meno strutturato e più solo…”, sottolinea ancora Arnera.

In molte l’hanno delusa in quel momento: “Tanti, tante. Due o tre amiche molto vicine. Persone con cui ho condiviso serate, cene, persone che mi conoscono molto bene, che hanno quasi vissuto in casa mia”. Cosa le ha fatto più male? “L’indifferenza. Sono sparite. Proprio quando sembravo l’appestata. Perché, essendo passata la narrazione ‘la Tro*a fedifraga d’Italia si è separata due giorni dopo aver partorito’, soprattutto le donne hanno avuto la reazione ‘faccio lo stesso lavoro e sono sua amica quindi son tro*a anch’io’. C’è stato un fugone importante, devo dire. Però queste situazioni folli sono una cartina tornasole incredibile. Vedi veramente che esseri umani hai davanti e dici: caz*o, ti ho messo mia figlia in braccio…”.

Beatrice ora è felice: “Sì, ma preferisco la parola ‘grata’. Sono in salute, sto bene, le persone che amo stanno bene. Mia figlia cresce, è di un’intelligenza e di un’anarchia insopportabile, ma è bella perché è così. Sto facendo tante cose belle e stanno tutti bene. Sono grata”. Quando le si chiede se nella felicità ci sia dentro anche Bova, ammette: “Come nelle polpette, ci sono dentro solo le cose più buone”.

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