- Per l’attrice un raffinato abito longuette all’insegna del minimalismo firmato Alessandro Vigilante
- La compagna 31enne di Raoul Bova confessa che non ama la mondanità e dice grazie anche alla sua terapista
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Beatrice Arnera si prende il red carpet del Festival di Venezia 2026. Fa una una scelta di stile all’insegna del minimalismo d’autore e lascia spazio a una sensualità appena sussurrata. Sfila sul tappeto rosso con indosso un raffinato abito nero longuette firmato Alessandro Vigilante. Il capo regala una silhouette pulita e rigorosa, che avvolge il corpo snello della 31enne. “Questo non è proprio il mio sport”, commenta l’attrice in un post sul social. Non ama la mondanità, ma si è divertita.
A catturare l’attenzione è la scollatura geometrica a cuore del vestito che incornicia il décolleté. Il capo lascia scoperta in parte la schiena e ha un profondo e audace spacco laterale che lascia scoperte le gambe. La compagna di Raoul Bova ai piedi ha calzature Casadei, che slanciano la sua figura, e gioielli in diamanti Damiani, perfetti per impreziosire il look. Opta per un’acconciatura raccolta morbida e finto-disordinata, con ciocche mosse che le incorniciano dolcemente il viso e lasciano scoperta la linea delle spalle. Beatrice stavolta dona di sé un’immagine di sofisticata e allo stesso tempo ‘fresca’.
Non le piace stare sotto gli occhi di tutti, è innegabile. “Allora, ti dico la verità: è evidente che non è proprio il mio sport questo. Ma sì, dai, diciamocelo. Inciampo, dinoccolo, faccio i respironi per placare gli attacchi di panico e mi commentano ‘sbuffa, è pure scocciata questa’, invece no zio, facevo il funambolo sulle nevrosi, e intanto in testa mi ripeto ‘ma io ho partorito un essere umano oh, ma potrò mai aver paura di quello che pensa la gente, ma fammi il favore su’. Perché è più forte di me, cerco di non prendermi sul serio, mi sembra sinceramente una perdita di tempo prendermi sul serio e poi oh, se mi prendo troppo sul serio sai che succede? Mi viene la coglionel*a letale, quella che comincio a ridere e non mi fermo più”, svela Beatrice.
“Però sì, mi sono divertita come quando da piccola giocavo a ‘facciamo che io sono’, e grazie al cielo avevo intorno dei volti amici – aggiunge l’artista – Grazie al cielo ho vicino a me delle persone per bene. Dio benedica chi ti porge il braccio quando hai i tacchi alti. Chi ti porge la mano quando hai paurina. E Dio benedica le mie paurine, l’ansia e il mio terrore di vendermi troppo diversa da come sono. Che in fondo, se ci penso bene, sono proprio quelle che oggi mi consentono di sentirmi così libera, amata, grata, felice e coraggiosa. Bello. Brava. Tiè. Me do ‘n bacetto da sola”. La Arnera ringrazia tutti. “Ma anche grazie alla mia terapeuta”, conclude.

