- Il secondogenito di Walter è scomparso tragicamente il 29 ottobre 2025 a causa di un incidente stradale in moto
- La 44enne ha anche una sorella maggiore, Barbara, 53 anni, figlia della madre Titti e di un altro padre
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Walter, il padre di Andrea Delogu, parla di Evan a quasi un anno dalla morte del ragazzo. Al Corriere della Sera svela il suo enorme dolore per il decesso del suo secondogenito, scomparso tragicamente il 29 ottobre 2025 a causa di un incidente stradale in moto a Belleria Igea Marina. Non aveva ancora compiuto 18 anni. Facendo riferimento alla primogenita 44enne, dice: “Per lei era un figlio”. Andrea ha anche una sorella maggiore, Barbara, 53 anni, figlia della madre Titti e di un altro padre.
L’uomo ripercorre gli attimi della disgrazia: “La botta fu devastante. Era stato tutto molto strano. Evan disse a me e mia moglie: ‘Vado a fare l’ultima guida per la patente’. Ovviamente la patente per l’auto. Due giorni dopo sarebbe arrivata la sua macchina. Una Suzuki Swift che si era interamente pagato. Lui stava a casa, non usciva molto spesso. Non voleva spendere i soldi. Aveva lavorato come bagnino sulle spiagge della Riviera. Prima si era comprato lo scooter, poi la moto. Infine, la macchina. Era l’ultima guida prima dell’esame”.
La macchina è arrivata e l’hanno tenuta per lui. Walter svela tutto sul suo arrivo nel luogo dell’incidente: “Vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia moglie svenne. Io chiamai mia figlia, Andrea. Le dissi di venire subito a Rimini. Avevo deciso subito che le avrei detto tutto prima che arrivasse ma gradualmente”.
“Lei capì subito che qualcosa di grave era successo. Sa che io so quanto lavora intensamente e quanto siano frenetici i suoi ritmi, per ovvi motivi. Avevo deciso di rispettarli sempre e invece quel giorno la chiamai ad un orario insolito, un orario di lavoro. Credo stesse registrando qualcosa. ‘Che cosa è successo, perché mi chiami?’ mi disse. Prese il primo taxi e disse al taxista ‘Andiamo a Rimini’. Quando salì sul taxi Ema Stokholma la vide e la raggiunse. Decise di partire con lei. Poi quando avevo calcolato fossero a un’ora di distanza temporale dall’arrivo chiamai Andrea e le dissi quello che era successo. Avevo paura che lo scoprisse dai giornali, o comunque che la comunicazione non le arrivasse dalla famiglia. ‘Tuo fratello non c’è più’”, aggiunge.
Si sono raccolti nel loro dolore, facendosi forza l’uno con l’altro. Walter ha avuto gli incontri coi giovani a cui racconta la sua esperienza a San Patrignano che l’hanno salvato: “Sì all’inizio mi aiutavano tantissimo a non pensarci. Anche se poi di notte soffrivo parecchio. E anche tornando a casa verso lo scorso Natale. Mia moglie è stata molto male, Andrea ha sofferto parecchio, ora si è ripresa. Io sono andato da uno psicologo ma ho rinunciato ai farmaci, non li prendo da quarant’anni e ho voluto affrontare questo lutto da solo, a tu per tu. Anche mia moglie ha iniziato a lavorare come infermiera con turni più fitti che in passato. Andrea ha vinto ‘Ballando con le stelle’, forse con la forza che ha trovato da queste circostanze. Aveva una carica fortissima accumulatasi in quelle settimane”.
Quando gli si domanda come stia oggi Andrea, schietto confida: “Sta facendo come fa mia moglie, si è buttata letteralmente nel lavoro. Tra l’altro Evan sarebbe andato a vivere a breve in casa con Andrea a Roma. Dopo la fine delle scuole sarebbe andato per un periodo a New York, alla sua maniera, partendo da zero”. “Di ritorno da New York sarebbe tornato a vivere da Andrea. Lei lo avrebbe aiutato ad aprire un ristorante a Roma. Come avevo già detto Andrea non ha figli e lui per lei era come un figlio”, spiega ancora. Il vuoto rimane e non andrà mai via.

