- “Mi piace cambiare e non sentirmi obbligata a essere sempre la stessa persona attraverso i vestiti”
- La 30enne nonostante la figlia Priscilla, però, sottolinea: “Non ho rinunciato alla femminilità”
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Giulia De Lellis parla di moda e dei suoi outfit, ma non solo, sulle pagine di Grazia. Ha cambiato modo di vestire da quando è mamma, ora punta sulla praticità: “Onestamente sì”, ammette la romana 30enne.
Priscilla compirà appena un anno il prossimo 8 ottobre. L’influencer quando le si domanda se nel suo look da genitore ci sia stato un mutamento, risponde: “Onestamente sì, e tanto. Oggi penso un po’ di più alla praticità. Ho bisogno di sentirmi libera di muovermi, prendere in braccio mia figlia e affrontare giornate molto più imprevedibili. Però non ho rinunciato alla femminilità o alle cose che mi piacciono. Sto semplicemente imparando a trovare un equilibrio nuovo: magari scelgo scarpe più comode, una borsa più capiente o tessuti meno delicati, o fastidiosi per lei”.
“Mi piace cambiare e non sentirmi obbligata a essere sempre la stessa persona attraverso i vestiti”, racconta Giulia, anche imprenditrice di successo. Seguita da oltre 5 milioni e mezzo di follower, sempre sotto lo sguardo di tutti, della sua notorietà dice: “Ho imparato che non si può piacere a tutti e che cercare di farlo è molto pericoloso, perché si rischia di perdere il contatto con quello che si è davvero. Oggi ho imparato a distinguere le critiche costruttive dal rumore e a non lasciare che sia lo sguardo degli altri a definire il mio valore”.
Si sussurra di una nuova presunta crisi con il padre della sua bimba, Tony Effe, lei non ne fa menzione e del loro legame svela: “Ci confrontiamo, e consigliamo come molte, se non tutte, le coppie che condividono una vita insieme, anche se lavoriamo in mondi diversi. Credo che proprio questa differenza possa essere utile, perché a volte il punto di vista di una persona lontana dal tuo settore riesce a essere più diretto e intuitivo. Di lui mi piacciono molte cose, più di tutto la sua sensibilità e la capacità di leggere le persone con così poco”.

