- La cantautrice siciliana, 48 anni, era piccolissima quando ha perso sua sorella
- Laura è venuta a mancare da bambina a causa di una leucemia dopo due anni in ospedale
- Così Silvia inizia a parlare solo dopo quattro anni, quando ne aveva cinque, dopo aver trovato una cassetta
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Silvia Salemi ha ripercorso le difficoltà vissute da piccolissima dopo la morte di sua sorella maggiore.
La cantautrice siciliana, 48 anni, aveva poco più di un anno quando è venuta a mancare Laura a causa di una leucemia. Per i quattro anni successivi non ha parlato.
La voce “scopre” di averla quando sente in una cassetta un’interazione avuta proprio con la sorella che non c’è più.
“Scopro di avere invece la voce a 5 anni quando sento questa cassetta che ritrovo in un cassetto di mia madre, la ascolto e sento la voce di Laura che interagisce con me dall’ospedale quando vado a trovarla, che mi dice che quando torna a casa giochiamo. A casa lei non c’è mai tornata, ma ha lasciato questo ricordo, questa testimonianza, questa eredità di voce che mi parlava e a cui io rispondevo. Quindi mi sono resa conto che avevo la voce”.
Il dolore per la scomparsa di Laura non è qualcosa che può essere semplicemente superato, neanche col tempo: “Queste cose non si superano mai, poi continuiamo a vivere e magari da questi eventi luttuosi, tragici, dolorosi, traiamo degli insegnamenti, traiamo una nuova forza. Immagino i miei genitori, non so come abbiano fatto. Forse mia madre ha ritrovato il sorriso quando ha preso in braccio la prima nipote, ecco, per dirti dopo moltissimi anni, insomma, un’epoca intera”.
Silvia, che è mamma di Ludovica, 18 anni, e Sofia, 21, ha raccontato un po’ dei due anni difficilissimi vissuti dalla sorella in ospedale prima di andarsene: “Mia sorella giocava col bambolotto imitando quello che facevano a lei. Quindi lo rimproverava perché aveva la febbre sempre alta, perché era sempre stanco, perché non voleva mai giocare… Però quell’interazione magica con Paoluccio, Silviuccia, perché lei ci chiamava così, e mamma e papà in quella stanza dove succedeva tutto, era tutto il suo mondo, non andava all’asilo perché era chiaramente con dei globuli bianchi molto bassi perché la leucemia ti porta questo. E quindi ha avuto 2 anni così mia sorella, il suo mondo era quello”.
Sul “mutismo” vissuto per ben quattro anni ha continuato: “Avevo questo blocco anche perché sfido qualsiasi genitore ad essere lì col cucchiaino a farti ‘vola vola vola’ quando hai perso un pezzo di te. E quindi hanno fatto il loro, hanno fatto molto bene, sono stati genitori a pieno, però genitori spenti emotivamente. E li capisco”.

