- La spagnola 38enne svela come ha raggiunto “una grandissima serenità” nonostante i suoi lutti
- La perdita del padre e poi il crack con Raoul Bova l’hanno segnata, ma le hanno insegnato tanto
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Sarà la protagonista di Quasi Vera, film di Fausto Brizzi, poi nel cast di La sera a Roma, di Enrico Vanzina, a seguire sarà sul set di una serie di Rai1 accanto a Christian De Sica e nella pellicola Questione di fede con Gianmarco Tognazzi. Riprenderà anche la tournée teatrale dello spettacolo Contrazioni pericolose. Rocìo Munoz Morales non si ferma. Messa alle spalle la chiacchierata separazione da Raoul Bova, si gode il momento d’oro da attrice e le due figlie Luna e Alma, 10 e 7 anni. A Molto Donna, inserto de Il Messaggero, confida come attraverso il dolore si è evoluta e sottolinea: “Il rancore non serve a niente”.
“Mi considero una donna forte ma le fragilità non mi mancano. E fragilità non significa debolezza…Con gli anni, anche attraverso le prove che ho dovuto affrontare, ho acquisito sicurezza ma tante volte, in passato, non mi sono sentita all’altezza mentre combattevo per fare le cose al meglio. Oggi mi sento fiera della donna che sono diventata. Con l’inseguimento della perfezione ho fatto pace”, svela la spagnola.
“Ho capito che la perfezione non esiste. E se esistesse, sarebbe poco interessante, piena di vuoti. Bisogna convincersi che proprio nelle imperfezioni c’è la nostra unicità, ci sono le nostre ricchezze di esseri umani. E’ questo il messaggio che voglio trasmettere alle mie figlie”, aggiunge la 38enne. Sulle figlie sottolinea: “Luna e Alma hanno rispettivamente 10 e 7 anni, non possiedono ancora il cellulare ma vengono bombardate ogni giorno da immagini e messaggi aggressivi, pericolosi, che promuovono contenuti e modelli umani discutibili. Pensare che alla loro età io giocavo ancora con le bambole, non dovevo difendermi da valori poco sani”.
Lei le protegge parlando moltissimo con loro: “Tra noi non ci sono temi tabù. Da mamma separata, mi impegno al massimo: voglio rappresentare la loro sicurezza, un’ancora a cui possano sempre aggrapparsi. Le esorto a studiare per essere più libere ed essere in condizione di poter scegliere la loro strada. Hanno due caratteri opposti: una è estroversa, l’altra più riservata. A entrambe cerco di spiegare che la perfezione mostrata dai social è un’illusione, nella vita reale non esiste. E loro devono sentirsi speciali, uniche anche se non corrispondono ai modelli che vanno di moda. Io ce la metto tutta, ma il lavoro che noi adulti dobbiamo fare con i figli è grande”.
Rocìo nella pellicola di Brizzi è l’elemento forte della coppia, lei ci si ritrova: “Lo sono sempre stata anch’io ma questa mia caratteristica è stata spesso equivocata. Ho dato l’idea di non aver bisogno di chiedere aiuto. Invece una donna deve potersi appoggiare al compagno, va accudita e curata”.
Sul suo cambiamento l’attrice e conduttrice dice: “Ho raggiunto una grandissima serenità, dovuta anche al lavoro che ho fatto su me stessa per diventare una madre e un’attrice migliore. Oggi sono una donna a cui brillano gli occhi, che sa emozionarsi e non smette di imparare anche a non avere paura. Forse non sto sbagliando strada, visto che mi arriva tanto affetto da parte delle persone”.
Il dolore l’ha aiutata, quello per il crack con Raoul e non solo: “Non c’è stato solo quel dolore nella mia vita recente. Anche la morte di papà, avvenuta sei mesi dopo che era venuto ad applaudirmi a Venezia nel ruolo di madrina della Mostra, mi ha profondamente ferita. Il dolore ti spoglia ma poi ti rende più sensibile e più evoluta, dotata di maggiori risorse”. Sui torti subiti e l’andare avanti sottolinea: “Più che dimenticare, bisogna concentrarsi su quello che si vuole fare per farlo al meglio. Il rancore non serve a niente, è sempre una pozione avvelenata”. Lei lo sta facendo ed è fiera di quel che ottiene.

