Giorgia Soleri mostra la sua ”pancia da endometriosi” sul social per rispondere a chi le chiede se è incinta – Gossip.it

All gossip
4 Min Read
  • La 30enne da anni si batte per chi soffre di endometriosi come lei
  • Sul social ha voluto rispondere a una delle tante persone che le chiedono se sia incinta
  • La “pancia gonfia” – spiega – è in realtà un “endobelly”, ovvero una “pancia da endometriosi”

Giorgia Soleri ha mostrato sul social il suo “endobelly”, ovvero il ventre gonfio a causa dell’endometriosi.

La 30enne, influencer, modella e scrittrice, nota al mondo della tv per aver partecipato a programmi come “Pechino Express” e al mondo della cronaca rosa per una lunga relazione con il cantante Damiano David, ex frontman dei Maneskin, ha voluto rispondere a un utente che via Instagram le aveva domandato se fosse incinta dopo aver notato un gonfiore del suo ventre.

Giorgia – che da anni si batte pubblicamente per i diritti di chi soffre della stessa malattia che deve combattere lei quotidianamente – ha pubblicato un video sul social con la domanda ricevuta. “Ma sei incinta? Senza offesa, sia chiaro, ma mi sembri piuttosto ingrassata (sei sempre bellissima)”, le ha chiesto il follower.

Nella clip si tira su la maglia e mostra, appunto, la “pancia da endometriosi”. Poi la replica secca: No. Sono malata. Con un’aggiunta ironica e amara: “Senza offesa, sia chiaro”.

Quindi nella didascalia ha spiegato: “Marzo è il mese della consapevolezza sull’endometriosi, e nonostante colpisca 1 donna su 9, la si conosce troppo poco e se ne parla ancora meno. Lo dimostra la domanda in sovrimpressione, scelta casualmente tra le centinaia simili che quotidianamente ricevo da anni, online e offline”.

“Perchè quella pancia gonfia che vedete ripresa e che ai più rimanda a un’immaginario legato alla maternità, per tante di noi si chiama ‘endobelly’. Letteralmente ‘pancia da endometriosi’, il gonfiore addominale è solo uno degli innumerevoli sintomi, spesso invalidanti, di questa malattia subdola”, ha proseguito.

“Un altro è quello di poter soffrire, secondo le stime nel 40%/50% dei casi di endometriosi, di infertilitá o sub-fertilitá. Questo significa che se io fossi alla ricerca di una gravidanza che non arriva, quella domanda avrebbe potuto spezzarmi”, ha aggiunto.

“Così come il rapporto con il mio corpo, la cui sfida non è solo quella di imparare a conviverci nonostante il dolore che mi provoca, ma provare ad accettare tutto i cambiamenti a cui la malattia e le conseguenti terapie mi sottopongono su cui io ho un margine di manovra minimo. E farlo con un costante sguardo esterno che mi giudica, ricordarmi che anche da malata, la cosa più sconviente per una donna è non compiere sforzi sovrumani per risultare il più bella possibile, socialmente parlando”, ha continuato.

“Ma io non voglio essere bella. Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura. Voglio che le prossime sorelle di dolore non debbano aspettare una media di 10 anni per avere una diagnosi, sentendosi additare lungo il percorso come matte, ansiose, bugiarde, isteriche. Perchè nessuna di loro debba più vivere questo incubo, o giustificarsi davanti a domande come questa”, ha concluso.

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *