- La diva della musica americana si è spenta ieri, martedì 25 agosto, all’età di 80 anni
- La famiglia ha ora rivelato che il decesso è avvenuto in ospedale dopo una diagnosi di cancro
- Non è stato rivelato quale tipo di cancro ha colpito Dolly, ma la battaglia è stata “breve”
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Dolly Parton è morta a 80 anni dopo una breve battaglia contro il cancro. La conferma è arrivata dalla famiglia della leggenda della musica country, che ha però scelto di non rivelare quale tipo di tumore avesse colpito la cantante.
Parton si è spenta martedì 25 agosto al Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville, dove era stata ricoverata quattro giorni prima. Accanto a lei, fino all’ultimo, c’erano i suoi familiari e le persone più care.
“Dopo aver affrontato con coraggio una breve battaglia contro il cancro, Dolly ha lasciato oggi la sua vita terrena al Vanderbilt-Ingram Cancer Center, circondata dai suoi cari”, hanno fatto sapere i rappresentanti della cantante in una dichiarazione.
La famiglia ha ricordato anche la straordinaria generosità di Parton: “La nostra amata Dolly Parton ha trascorso la sua vita e la sua carriera portando gioia, risate, speranza e integrità in tutto ciò che ha toccato. La sua generosità senza pari ha raggiunto la vita di innumerevoli persone che non avrebbe mai incontrato, eppure era sempre lì per offrire una mano”.
Prima della diagnosi di cancro, la cantante aveva già affrontato diversi problemi di salute, tra cui disturbi ai reni e di natura autoimmune. Nei mesi precedenti aveva anche cancellato alcuni impegni professionali e parlato della necessità di prendersi cura del proprio organismo.
A dare per primo l’annuncio della morte era stato il nipote Bryan Seaver, con un video pubblicato su Instagram. “Mi chiamo Bryan Seaver, figlio di Cassie Parton, e oggi rappresento la famiglia Parton e Owens nell’annunciare la morte di mia zia, Dolly Rebecca Parton Dean, sorella, Sis e Granny per una generazione e Gigi per la successiva”, aveva detto.
Seaver aveva inoltre raccontato che era stata proprio Dolly, anni prima, a chiedergli di essere lui a comunicare un giorno la sua scomparsa. “Questo annuncio video è qualcosa che Dolly mi ha chiesto anni fa, prima che assimilassi pienamente questa realtà futura”, aveva spiegato.
Una morte che chiude la vita di una delle artiste più riconoscibili della musica americana. Parton, nata nel Tennessee nel 1946 e cresciuta in una famiglia molto numerosa e povera, era riuscita a trasformare le sue origini difficili in una carriera lunga oltre sessant’anni.
Con più di 100 milioni di dischi venduti e 11 Grammy Awards, Dolly Parton era diventata la “Regina del country”. Tra i suoi brani più celebri, anche in Italia, ci sono “Jolene” e “9 to 5”, mentre il cinema l’aveva consacrata con film come “Fiori d’acciaio”.
Il suo successo aveva superato da tempo la musica. Parton aveva costruito un impero che comprendeva anche il parco a tema Dollywood e, secondo le stime circolate negli ultimi anni, aveva accumulato un patrimonio di circa 650 milioni di dollari.
Ma il suo lascito va oltre fama e ricchezza. Attraverso la Dollywood Foundation aveva sostenuto l’istruzione e la lettura dei bambini, mentre con la sua Imagination Library aveva contribuito alla distribuzione gratuita di centinaia di milioni di libri.

