“Come andare in terapia”: Enzo Miccio spiega perché ha svelato tutto del suo amore tossico con un libro, “Quando l’amore non basta” – Gossip.it

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  • La relazione di cui parla il famoso wedding planner 55enne è durata 6 anni, “più alcuni extra”
  • “Oltre al dolore per la fine dalla storia, ho avuto quello del fallimento: perché ho detto basta mentre il sentimento ancora vivo”

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Enzo Miccio spiega perché ha svelato tutto del suo amore tossico con un libro, “Quando l’amore non basta”. Al Corriere della Sera confessa: “E’ stato come andare in terapia”. E chiarisce: “Ho voluto scrivere questo memoir per dire a chi si trova in situazioni del genere che trovare una luce è possibile. E’ il mio modo per aiutare a riconoscere i segnali, le red flag, che quando sei dentro una storia non vedi. Io mi sono sentito perso, smarrito. E ho chiesto aiuto tardi”.

La relazione di cui parla il famoso wedding planner 55enne è durata 6 anni, “più alcuni extra”, è quella con un noto chirurgo francese, Laurent Miralles, di cui non fa mai il nome, scomparso per una leucemia fulminante nel 2025. Enzo alla fine ha compreso che il sentimento non basta: “E’ lo stare bene insieme che fa la differenza. Io oltre al dolore per la fine dalla storia, ho avuto quello del fallimento: perché ho detto basta mentre il sentimento ancora vivo”.

Miccio è di nuovo innamorato, però sottolinea: “Queste cose ti scottano, fanno male, sono esperienze che ti cambiano, fanno venire fuori lo scetticismo. Credo che l’amore sia un motore straordinario, ma senza dimenticare che va valutata l’identità di chi hai di fronte: il match è complicato”.

Nella storia non c’è stata infedeltà, né violenza. Ma per lui è stato più complicato comprendere. “Momenti paradisiaci e poi conflitti, punizioni, scompariva. Non potevo stargli lontano, anche quando mi maltrattava, anche quando mi chiudeva fuori di casa. Magari per uno sguardo, una parola, una cosa detta male o che secondo lui non andava detta non mi rivolgeva la parola per giorni. Questa cosa mi faceva impazzire, come quando non mi rispondeva al telefono. Esasperato, dopo infiniti tentativi, l’ultima volta sono di nuovo salito su un aereo e sono andato a Parigi: fece finta di non essere in casa, ma io sapevo che c’era. Due volte sono tornato a bussare alla sua porta in quel fine settimana, ma non mi ha mai aperto”, racconta Enzo. 

In quel momento ha aperto gli occhi: “E’ scattato qualcosa, ho capito che dovevo proteggermi e di lì è iniziata la mia risalita. Non l’ho più cercato. Ma non è facile, quando si incontra la persona sbagliata che continua a inseguirti. Ma ho preso coscienza che ero intossicato e maturato un inevitabile addio. Ma affrontare il fatto che lui sia morto è dura. Nelle sue ultime settimane ci siamo visti, ci sono stati sorrisi. Se non fosse scomparso, non mi sarei mai sognato di scrivere questo libro. Non ho mai condiviso prima nulla di personale”. 

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