- Francesco è deceduto a settembre 2025, la danzatrice e conduttrice 55enne sente un vuoto enorme
- Ha lottato a lungo al suo fianco contro la malattia: “Giorno dopo giorno restava sempre meno di lui”
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Rossella Brescia in una lunga intervista a La Stampa si racconta, parla della sua lunga carriera ma non solo. Svela il suo dolore, ancora vivo, per la morte del padre, affetto da Alzehimer. Francesco è deceduto a settembre 2025, la danzatrice e conduttrice 55enne sente un vuoto enorme.
In famiglia c’è ancora mamma Giulia e ci sono le sue sorelle maggiori, Donatella e Grazia. Confidando la sua tenacia, la ballerina spiega: “Quando decido qualcosa, non mi ferma più nessuno. Proprio come mio padre. Era un anticonformista: un sarto eccezionale, che sapeva realizzare in poche ore cappottini stupendi, ma che si rifiutava di vivere solo per il lavoro. Cascasse il mondo, al pomeriggio lui andava a giocare a tennis (da autodidatta). Sempre papà mi ha insegnato a non accontentarmi: sognava una vita migliore per noi figli tanto che si rifiutò di insegnarci a rammendare anche solo un bottone”.
Rossella ha lottato accanto al genitore: “E’ una malattia che ti toglie la dignità. Lui, che non voleva nemmeno farsi vedere per casa in mutande, si è ritrovato a farsi lavare da me. Era un uomo discreto, indipendente, che non avrebbe mai desiderato tutto quel clamore attorno a lui. La malattia l’ha spogliato di se stesso: se fosse stato lucido, non avrebbe permesso nulla di tutto ciò. E’ stato straziante anche per noi”.
Quando le si chiede quanto le pesasse il senso di impotenza, la Brescia chiarisce: “La stanchezza è secondaria: quando vuoi bene a una persona il mal di schiena non lo senti nemmeno più. A scorticarti è la sofferenza di vedere spegnersi la persona che ami. Giorno dopo giorno, restava sempre meno di lui: l’ho perso molto prima di quando è effettivamente morto”. E aggiunge: “E’ fondamentale che il governo sostenga i caregiver, sia negli aspetti più banali – che però tali non sono – come il rimborso dei farmaci, fino al supporto psicologico. Mamma ha tenuto fino all’ultimo la mano di papà stretta nella sua, ma lei stessa si è dovuta arrendere all’evidenza che aveva bisogno di aiuto”.
“Da soli era impossibile reggere”. Lei e i famigliari hanno trovato aiuto. Ammira l’amore che ha unito i suoi per 60 anni: “Per me la coppia è questa cosa qui”. Lei non l’ha trovato. Tornata single dopo circa 20 anni, dopo il crack con Luciano Cannito, sul non avere un compagno dice: “All’inizio un po’ mi spaventava. Poi ho capito che la solitudine può essere un’alleata perché ti permette di riflettere su te stessa, di prenderti i tuoi spazi e tempi, nel bene e nel male”.

