”Annientata dal dolore”: l’attrice de ‘I Cesaroni’ Barbara Tabita racconta la battaglia contro la malattia e la cura che ha funzionato per lei – Gossip.it

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  • L’attrice che ha interpretato Olga Di Stefano nella serie tv di Canale5 lo ha raccontato al Corriere della Sera
  • Ha combattuto a lungo contro l’emicrania con aura, questo l’ha molto segnata
  • Per sette anni ha vissuto un calvario, poi grazie al progresso scientifico è arrivata la cura

Barbara Tabita, attrice nota al grande pubblico soprattutto per I Cesaroni (in cui ha interpretato il ruolo di Olga Di Stefano) e per film come Sicilia Express, ha raccontato al Corriere della Sera la sua lunga battaglia contro l’emicrania con aura. Oggi ha 47 anni e parla di una malattia che ha segnato profondamente la sua vita.

I primi segnali sono arrivati quando aveva appena 20 anni. “A 20 anni sono stata colpita da un TIA, un attacco ischemico transitorio: un mal di testa improvviso, emicrania aura scoprirò in seguito”. In quel momento, racconta, “le mie parole erano sconnesse, desideravo dire una cosa e ne dicevo un’altra”.

Per anni ha attribuito tutto allo stress, fino a un nuovo episodio violento a 40 anni. “Il sole mi è arrivato attraverso la finestra come una lama negli occhi, a seguire una potente emicrania”. La paura è stata immediata: “Ho pensato all’esordio di una paresi: l’emicrania aura può dare paralisi temporanea”.

I sintomi dell’aura, spiega, possono essere simili a quelli di un ictus. “La lingua sembra essere di pezza o colpita da formicolio persistente, le labbra, mento e dita della mano si addormentano, la luce naturale o quella dei vari device diventa insostenibile agli occhi”. Poi arriva il dolore: “Da qui fa seguito un’emicrania feroce.

La situazione è peggiorata dopo la gravidanza. A 44 anni è diventata madre di Beatrice. “Il mutamento ormonale, però, e lo stress fisico di una gravidanza a quell’età, sono state una tempesta fisica violenta”. Dopo la nascita, racconta, “il mio corpo ha avuto, infatti, un ulteriore crollo.

Da lì è iniziato un calvario durato sette anni. “Come donna, come mamma, ero completamente annientata dal dolore. Costretta spesso a letto, ricorda: “Dal letto vedevo mia figlia crescere senza poter vivere tutti i momenti con lei”.

Sul piano medico non ha mai smesso di cercare soluzioni. “In questi 20 anni la medicina ha fatto importanti passi avanti e io non ho mai smesso di cercare, di informarmi”. Nel suo caso la svolta è arrivata con una terapia mirata: “Nel mio caso gli anticorpi monoclonali sono state la mia cura.

Oggi il messaggio che lancia è chiaro. “Prendiamo del tempo per noi stessi, ascoltiamo il nostro corpo e, alle prime avvisaglie, affidiamoci solo a centri specializzati”. La malattia l’ha cambiata profondamente: “Quei sette anni all’inferno mi hanno cambiata totalmente”.

Ma le hanno anche restituito forza e consapevolezza. “Non ho più voluto sentirmi una ‘bambola rotta’ ma, al contrario, ho cominciato a essere gentile con me stessa”. E conclude: “Ora, dopo tanto buio, vivo nella luce.

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