- Il 50enne in una lunga intervista al Corriere dello Sport lo rivela per la prima volta a distanza di un anno
- L’ex capitano della Roma anche nel suo nuovo libro, Oltre, racconta la sua angoscia per la salute del 20enne
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Francesco Totti confessa il motivo per cui il figlio Cristian ha smesso di giocare a calcio nell’estate del 2025. Il 50enne in una lunga intervista al Corriere dello Sport lo rivela per la prima volta a distanza di poco più di un anno. L’ex capitano della Roma anche nel suo nuovo libro, Oltre, racconta la sua angoscia per la salute del 20enne. “Ha avuto un problema alla testa – svela – hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio”. Il tutto è avvenuto durante una tac al naso, che ha evidenziato casualmente la problematica.
Cristian compirà 21 anni il prossimo 6 novembre. E’ il primogenito dello sportivo e Ilary Blasi. Ha annunciato il ritiro dal campo a luglio 2025, aveva solo 19 anni. E’ entrato nello staff della Totti Soccer School, gestita dallo zio Riccardo. Totti ironizza, dopo il grande spavento. Nella chiacchierata con il direttore del quotidiano, Ivan Zazzaroni, spiega: “Mo’, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello”.
“Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa. Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po’ stanco, pensavamo”, chiarisce ancora Francesco.
L’acquedotto di Silvio, chiamato anche acquedotto cerebrale, è un piccolo canale che si trova all’interno del cervello e che permette al liquor, il liquido cerebrospinale, di passare da una cavità all’altra. E’ un liquido fondamentale perché protegge il cervello e il midollo spinale.
Il problema si presenta quando questo piccolo canale si restringe o si blocca. In quel caso il liquor non riesce più a scorrere normalmente e finisce per accumularsi all’interno dei ventricoli cerebrali, che si dilatano. Questo può provocare un idrocefalo ostruttivo, con un aumento della pressione all’interno del cranio.
I sintomi possono essere diversi e dipendono anche dall’età. Nei bambini e negli adolescenti possono comparire mal di testa, nausea, vomito, disturbi della vista, sonnolenza e problemi di equilibrio. Quando l’ostruzione si sviluppa rapidamente, la pressione può aumentare e la situazione può richiedere un intervento medico urgente.
Le cause non sono sempre le stesse. Il restringimento può essere presente dalla nascita, ma può anche essere provocato da una cisti, da un tumore, da un’emorragia o da un’infezione. In alcuni casi, invece, la stenosi può rimanere a lungo senza dare sintomi particolari.
Il trattamento dipende dalla situazione. Una delle procedure utilizzate è la terzo-ventricolostomia endoscopica, che permette al liquor di trovare una nuova via e aggirare il punto ostruito. In altri casi si può ricorrere a uno shunt, un piccolo tubicino che permette di drenare il liquido in eccesso. A decidere quale sia la soluzione più adatta sono i neurochirurghi, sulla base degli esami e delle condizioni del paziente.

