“La vita appesa a un filo”: Aldo Montano ricoverato d’urgenza in ospedale per un’allergia “potenzialmente mortale”, foto – Gossip.it

All gossip
3 Min Read
  • Tutto è accaduto durante una cena in un ristorante a Roma: necessaria la maschera d’ossigeno per il 47enne
  • “Non respiravo più”, racconta l’ex schermidore campione olimpico, che ora sta meglio

I VIDEO DI GOSSIP.IT

Il meglio del gossip in video: volti famosi e momenti che fanno discutere.

Guarda tutti i video

Sono bastati pochi istanti: non respirava più. Aldo Montano è stato ricoverato d’urgenza in ospedale per, come dice lui stesso, un’allergia “potenzialmente mortale”. Il 47enne ha avuto uno shock anafilattico. E’ stato l’amico Gian Marco D’Eusebio a portarlo di cosa al Pronto Soccorso. Sul social l’ex schermidore, campione olimpico, condivide una sua immagine forte: nel letto, ha la maschera per l’ossigenoterapia sul volto. La vita appena a un filo, scrive.

“Ancora una corsa in ospedale, ancora adrenalina, paura, farmaci, ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. E’ un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita, racconta lo sportivo.

Montano è arrabbiato, oltre che terrorizzato per quel che è accaduto: “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto. Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono ‘piccole distrazioni’ quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico”.

Montano prosegue: Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. E’ ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore. Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero dott.ssa Roberta dott.ssa Annalisa e Tiziano  del pronto soccorso del Ospedale Santo Spirito ed al mio driver coraggioso Gian Marco”.

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *