”Andavo nelle agenzie con un nome falso”: l’ex presidente della Camera Irene Pivetti svela dove vive e cosa fa oggi – Gossip.it

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  • La 63enne, condannata per evasione fiscale e riciclaggio, racconta la sua personale ‘via crucis’
  • Il vitalizio è arrivato al compimento dei 60 anni, prima ha sofferto la fame
  • E’ madre di Ludovica, 28 anni, e Federico, 26 e si è trovata senza neanche un euro

Irene Pivetti nelle pagine di Gente ripercorre la sua personale ‘via crucis’. Condannata a 4 anni per evasione fiscale e autoriciclaggio per la storia delle finte vendite delle Ferrari in Cina (ma ha fatto ricorso in Cassazione), l’ex presidente della Camera al settimanale svela dove vive e cosa fa oggi.Andavo nelle agenzie con un nome falso, confessa. Dando quello vero non le davano un’abitazione da affittare.

Le hanno sequestrato i conti, non aveva un centesimo. Andava alla Caritas per mangiare. La sorella Veronica l’ha aiutata: “C’è stata una multa che stava diventando esecutiva: me l’ha pagata lei”. A 58 anni per l’ex politica è stato l’inferno. Quando le si domanda del vitalizio per i 9 anni di mandato, 6.203 euro lordi, Irene spiega: Lo prendo dal compimento dei 60 anni, quindi da tre anni. E’ molto meno della metà, sono circa 2.800 euro. Comunque, è quello che mi permette oggi di fare cose in cui credo senza dovermi vendere. Nel periodo più nero non c’era ancora, ma sì: adesso è la mia ancora. Non me ne vergogno affatto”.

Madre di due figli, Ludovica, 28 anni, e Federico, 26, avuti da Alberto Brambilla, da cui si è separata nel 2010, e si è trovata senza neanche un euro. Ha investito i soldi che aveva male e ha perso tutto. Non ha comprato una casa. La Pivetti ha lavorato in una cooperativa di Monza per 1.000 euro al mese, ha gestito un ristorante occupandosi anche delle pulizie: “Abbiamo tirato su con la pittura turchese e zero euro un posto in cui i musicisti correvano a suonare gratis. Abitavo in dormitorio e lavoravo con ex detenuti in un percorso di reinserimento. Quella creatività dal niente, la solidarietà concreta: è stata una delle esperienze più belle della mia vita”.

Aiutata anche dalla fede, rivela: Ho impiegato due anni per trovare un modesto appartamento in affitto a Milano. Andavo nelle agenzie con un nome falso, poi quando presentavo l’offerta con il mio cognome la risposta era sempre no. Chi finisce nei guai non ha alcuna affidabilità bancaria. Sono stata 15 giorni senza luce, prima che qualcuno accettasse di attivarla. Oggi lavoro gratis in una Ong che promuove l’amicizia tra paesi eurasiatici e il Mediterraneo”. Irene è serena, ma rimane l’amarezza: “Guardi, io ho lavato i pavimenti di un ristorante dopo aver presieduto la Camera dei deputati, e in entrambi i casi sono andata a letto soddisfatta. Il problema non sono io, ma un sistema che può distruggere una persona senza che nessuno paghi mai per questo”.

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