”Non ce la facevo”: Billy Costacurta svela la sua grande difficoltà quando al figlio Achille è stato fatto il TSO – Gossip.it

All gossip
3 Min Read
  • L’ex calciatore ricorda quegli istanti come “momento pazzesco, il più brutto della mia vita”
  • Il 21enne, che mostrava segnali problematici sin da bambino, ha ricevuto la diagnosi di ADHD solo 4 anni fa

Tira fuori tutto, ospite di One More Time, il podcast di Luca Casadei. Billy Costacurta svela la sua grande difficoltà quando al figlio Achille è stato fatto il TSO, il trattamento sanitario obbligatorio. Non ce la facevo a entrare in ospedale, confessa. Invece la moglie, Martina Colombari, sì. Lei andava a trovare il ragazzo. 

L’ex calciatore racconta come sin da bambino il 21enne mostrasse segnali di fortissima irrequietezza. Non rispettava le regole e la vita di gruppo. Lui e l’ex Miss Italia 50enne durante il percorso di crescita di Achille si sono rivolti, per queste ragioni, a diversi specialisti, senza mai, però, ottenere una diagnosi chiara.

Achille a soli 13 anni, dopo una punizione ricevuta dalla mamma, che gli sequestrò il cellulare, se ne andò di casa per ben 2 giorni e mezzo, senza contattarli. “Li abbiamo capito che avevamo a che fare con un osso duro, che potevano sorgere grossi problemi, confida il 59enne.

Negli anni che sono seguiti, diagnosi sbagliate hanno addirittura fatto peggiorare Achille. La diagnosi di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), disturbo del neurosviluppo caratterizzato da livelli invalidanti di disattenzione, disorganizzazione, iperattività e impulsività, è arrivata solo 4 anni fa, da lì il ragazzo e i genitori hanno iniziato un percorso diverso. Lui e Martina hanno iniziato a seguire corsi specifici: Ci servivano soprattutto per comunicare con lui, perché non eravamo stati capaci di farlo nel modo giusto”.

Achille alternava momenti in cui era ‘perfetto’ a momenti in cui era in preda a crisi. Il momento più sconvolgente è stato il ricoverto in ospedale con TSO. “Lo ricordo come il momento più brutto della mia vita – dice Billy – Gli hanno fatto una puntura per calmarlo perché sembrava indiavolato. Dicevo a Martina: ‘Marti, non ce la faccio, perdonami’. Lei invece entrava ogni giorno, proprio nei momenti difficili. Mi ha dimostrato una forza incredibile. Io non riuscivo a vedere mio figlio”.

Il TSO è un provvedimento sanitario eccezionale, disposto in Italia (legge 833/1978), che obbliga una persona a ricevere cure mediche psichiatriche contro la sua volontà. Viene attivato solo per gravi disturbi mentali in fase acuta, quando il paziente rifiuta le cure e non vi sono alternative extraospedaliere. Achille adesso sta molto meglio: è riuscito a trovare una sua stabilità e a migliorato il rapporto con i suoi.

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *