”Provavo rabbia”: Vittoria di Savoia, figlia del principe Emanuele Filiberto e Clotilde Courau, parla della sua famiglia – Gossip.it

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  • La primogenita 22enne della ex coppia vive a Londra: è curatrice di mostre, modella e studia recitazione
  • “Studiare politica non mi è piaciuto molto e ho subito lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori”

“Call me Vitto”, dice a chi la riconosce per strada. Il titolo di ‘altezza reale’ non fa per lei. Vittoria di Savoia, figlia del principe Emanuele Filiberto e Clotilde Courau, si mette a nudo sulle pagine del Corriere della Sera e parla della sua famiglia. Provavo rabbia, svela la 22enne.

La primogenita della ex coppia vive a Londra: è curatrice di mostre, modella, studia recitazione e debutterà da attrice. A 17 anni ha lasciato Parigi per trasferirsi in Inghilterra e studiare politica, poi tutto è mutato: “Studiare politica non mi è piaciuto molto e ho subito lasciato l’università senza dirlo ai miei genitori: volevo dimostrare che potevo farcela da sola. Per mantenermi, ho trovato lavoro in una galleria d’arte, la Thaddeus Ropac, e in un pub, dove servivo ai tavoli e facevo un po’ di tutto. E intanto, ho aperto una piattaforma per promuovere giovani artisti, si chiama Curated by Vittoria di Savoia, e mi sono iscritta a un corso di teatro. Recitare mi è piaciuto. Allora, ho chiamato mia madre e le ho detto: torno a Parigi perché mi piace il teatro”.

Vittoria è tornata, ha frequentato tre corsi contemporaneamente: “Avevo messo da parte un po’ di soldi lavorando al pub e ho potuto pagare tutto da sola. Poi, ho iniziato a fare casting e, al terzo provino, mi hanno presa per un film di Prime Video che esce a settembre. Una gioia incredibile”.

La ragazza intanto cura una mostra a Milano e, nonostante i follower la amino, dice che i social le interessano solo per condividere progetti artistici, non per mostrare il suo privato: “Sto poco sul telefono. Preferisco andare al cinema, al teatro, a una mostra”.

Ha capito che la sua famiglia era “diversa” grazie ai compagni di scuola, ma per lei non è stato un peso. Ha ricevuto un’educazione “libera”: “E molto solida. Sono cresciuta a Parigi con mia madre e lei e papà mi hanno trasmesso i valori del lavoro e del denaro. Mi hanno sempre insegnato che devo lavorare”. Si apre sul rapporto col padre: “Oggi, abbiamo un rapporto sincero, aperto, bellissimo. Io, quando ero più giovane, provavo rabbia, c’erano tante cose che non capivo, ma poi crescendo ti rendi conto che i tuoi genitori sono anche loro persone e imparano insieme a te. Credo che tutti gli adolescenti la provino, no? Forse perché avrei voluto i miei più insieme o perché non capivo la questione del cognome… Ora, è tutto passato”.

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