”Mi invitavano al suicidio”: Beatrice Arnera svela gli orribili insulti ricevuti quando la storia con Bova è diventata pubblica – Gossip.it

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  • L’attrice 30enne e il collega 54enne sono stati paparazzati per la prima volta insieme a fine settembre scorso
  • Nel marzo 2024 è diventata madre di Matilde, avuta da Andrea Pisani: lui l’ha attaccata per l’addio repentino

Beatrice Arnera, protagonista del nuovo film di Carlo Verdone “Scuola di seduzione”, a Donna Moderna racconta la sua felicità per aver recitato nella pellicola, ma non solo. L’attrice svela gli orribili insulti ricevuti quando la storia d’amore con Raoul Bova è diventata pubblica. La 30enne e il collega 54enne sono stati paparazzati per la prima volta in atteggiamenti intimi a fine settembre scorso. Nel marzo 2024 l’artista è diventata madre di Matilde, avuta da Andrea Pisani: lui l’ha attaccata per l’addio repentino. Lei si è trovata travolta dagli hater. Mi invitavano al suicidio, confessa.

Sulla fine di un amore, Beatrice spiega: Oggi nessuno ci allena al rifiuto o al dolore. Se insegnassimo ai giovani che un amore che finisce non annulla il tuo valore, impareremmo a ricominciare senza sentirci ‘rotte’ o sbagliate”.

Poi parla delle critiche spedite al suo mittente negli ultimi mesi. La Arnera rivela: “I social sono un luogo fertile per l’odio. Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre o mi invitavano al suicidio. Ma la delusione vera è stata vedere come sono stati usati i video che io e Andrea pubblicavamo sui social per lavoro, a tutti gli effetti contenuti professionali, progetti pubblicitari concordati. Posso capire la delusione, ma vedere quella dimensione lavorativa e creativa usata contro di me, come se fosse la prova di una felicità scippata, è stato straniante”.

L’accanimento che ho subito ha una radice patriarcale – prosegue Beatrice – Per secoli alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per l’idea di famiglia, anche se si trattava di famiglie infelici. Mia nonna nel 1960 non si separò perché al mercato, dove lavorava, le avrebbero dato della poco di buono. Oggi il meccanismo è lo stesso: non è più il mercato del paese, sono i social. Non è che una mattina ti svegli e dici: piove, mi separo. E’ una decisione ponderata, un travaglio lungo che non ha senso mettere in piazza solo per dare alle persone la cronistoria dei propri sentimenti”.

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