Enrico Papi, con Sarabanda un tuffo nella nostra vita – Tv

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(di Elisabetta Stefanelli)
Da lunedì 21 luglio, alle 18.45,
arriva nel preserale di Canale 5 una nuova edizione di
Sarabanda, condotto da Enrico Papi. Un classico in versione
rinnovata questa Sarabanda senza celebrity, quali sono a suo
avviso i punti di forza?
”I punti di forza di questo programma – dice Enrico Papi
all’ANSA – sono la musica, ogni canzone è un tuffo nella nostra
vita e nei nostri ricordi, poi il gioco che è semplice, tutti
possono provare ad indovinare da casa il titolo delle canzoni e
sentirsi protagonisti proprio come chi gioca in studio. E il
terzo punto di forza è il gioco finale, il 7×30, ogni puntata si
chiude con un gran finale nel quale uno vince e uno perde.

   
Questo obbliga il telespettatore a schierarsi come durante la
finale di un grande evento sportivo e questo lo rende ogni volta
unico. Mi piacerebbe far passare il concetto che un gioco
televisivo, parlo in generale, non è una lotteria o una sala da
gioco dove si possono vincere soldi facilmente ma una forma di
intrattenimento dove però chi viene a giocare in studio deve
meritarlo, per giocare a Sarabanda devi essere preparato e devi
superare un provino, ma poi è il pubblico a casa il vero
protagonista, il vero concorrente al quale ti rivolgi. Questo è
importante”.

   
Sarabanda è un punto fermo della sua carriera, costruito anche
sulla sua passione sulla musica. Ci saranno novità in questo
senso? Che nuovo programma sogna ora legato alla musica?
”Si è così. Sarabanda oltre ad essere un punto fermo della
mia carriera e il programma con il quale ho iniziato la mia
avventura da conduttore all’interno di questa grande famiglia
che è Mediaset ed è anche il programma che mi rappresenta di
più. Potrei dire che siamo la stessa cosa, io sono Sarabanda e
Sarabanda sono io. La novità più grande è che torna la versione
originale che è stata protagonista per tanti anni dell’access di
Italia 1 e ora sperimenta il preserale della nostra ammiraglia
Canale 5. C’è la musica che per me nella vita è fondamentale, il
gioco che è la forma di intrattenimento che mi piace di più e
c’è la bravura e la preparazione dei concorrenti che è
fondamentale, devono dimostrare nota dopo nota, sfida dopo
sfida, di meritare quel posto”.

   
In questa edizione ogni puntata vede protagonisti cinque
concorrenti non vip che si sfidano a colpi di note e memoria
musicale, attraverso giochi avvincenti, nel quiz prodotto da
Banijay Italia.

   
Tornano Playlist in cui lo scopo è indovinare il titolo di una
celebre canzone prima degli avversari, il Pentagramma in cui si
gioca con le frasi più conosciute e amate della musica italiana
e l’Asta Musicale adatto a chi ama rischiare, puntando su una
sola nota e su un indovinello per riconoscere il brano. Poi,
confermato naturalmente il 7×30: trenta secondi per indovinare
senza esitazioni sette brani musicali. Colorato e completamente
rinnovato lo studio, sarà quindi su Canale 5 che sperimenta
questa estate sul preserale. È cambiato qualcosa a suo avviso
nei gusti degli spettatori di questa fascia?
”Il prossimo anno festeggerò i trent’anni da quando sono
entrato in Mediaset e oggi questa decisione di farmi
sperimentare con Sarabanda in una fascia così prestigiosa e
strategica per l’azienda mi fa sentire un elemento importante di
questa famiglia alla quale mi lega, al di là del rapporto
professionale, un grande affetto. Il preserale è una fascia
televisiva strategica che raccoglie per poi condurre al tg più
importante della giornata un grande pubblico e per farlo bisogna
intercettarne i gusti. Oggi penso che il telespettatore voglia
trovare una comfort zone, un clima che lo faccia sentire a casa,
coccolato, libero di giocare senza per forza doversi incollare
al teleschermo ma provando a dire il titolo delle canzoni
continuando a fare quello che sta facendo ascoltando le note
delle più belle canzoni italiane e non solo e con queste
ricordare e rivivere anche momenti vissuti. Ogni canzone a parte
il titolo fa riaffiorare ricordi e sensazioni vissute”.

   
Nella sua carriera tanti successi ma anche la forza e il
coraggio di prendersi delle pause, a che punto si sente ora?
”Sono partito dalla strada e facendo gavetta piano piano sono
riuscito programma dopo programma a conquistarmi un posto nel
mondo dello spettacolo, della televisione, e per questo mi
ritengo fortunato. Ma nulla mi è stato regalato. Quando qualche
anno fa sono stato costretto a prendermi una lunga pausa l’ho
fatto rischiando tanto ma nella consapevolezza che sarei
ritornato e così è stato ma oggi non lo rifarei. Oggi mi sento
un’altra persona e visto che non molla nessuno perché alla prima
difficoltà dovrei farlo io? Per arrivare e rimanere dove sono ho
faticato e sono partito da zero. Senza appoggi raccomandazioni o
altro, vorrei insegnare ai miei figli che per arrivare in
qualsiasi campo partendo dal basso bisogna sudare e faticare
tutti i giorni, per rimanere bisogna continuare a sudare e
faticare. Tutti i giorni”.

   

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